.

{Stasera a poker vinco io}
{ http://marioadinolfi.dol.it/post/2435075.html }
{

Stasera alle 22 si gioca la tappa del campionato IPP su Full Tilt. E' un modo con cui la nostra associazione una volta alla settimana sta insieme e gioca, per un montepremi, per la maglia di titolare della nazionale ITALIAN POKER PLAYERS, per il bounty che pende sulla mia testa. Di solito lo si vince facile, ma stasera mi impegno e punto a vincere io la tappa, dunque occhio.

Si gioca alle 22 ore italiane (ore 16 ET, area tornei privati, buy in 26$, password IPP).

Se non sei iscritto a Full Tilt scarica il software da questo link

http://www4.fulltiltpokeritaly.it/it/

Registrati e quando ti chiedono il codice promozionale scrivi: mario71

Dopo comunicami il nickname e ti farò avere accesso al tavolo, al freeroll da 5.000 dollari e in più avrai un bonus pari al primo versamento fino a 600 dollari.

Ieri sera una persona mi ha fermato, dalla tasca ha tirato fuori il mio romanzo e mi ha chiesto un autografo. Era un pokerista e s'è ritrovato in quella storia. Sono cose belle, sono belle storie, vanno vissute, per chi ce la fa.

}

{Stasera a poker vinco io}
{ http://www.marioadinolfi.it/post/2435075.html }
{

Stasera alle 22 si gioca la tappa del campionato IPP su Full Tilt. E' un modo con cui la nostra associazione una volta alla settimana sta insieme e gioca, per un montepremi, per la maglia di titolare della nazionale ITALIAN POKER PLAYERS, per il bounty che pende sulla mia testa. Di solito lo si vince facile, ma stasera mi impegno e punto a vincere io la tappa, dunque occhio.

Si gioca alle 22 ore italiane (ore 16 ET, area tornei privati, buy in 26$, password IPP).

Se non sei iscritto a Full Tilt scarica il software da questo link

http://www4.fulltiltpokeritaly.it/it/

Registrati e quando ti chiedono il codice promozionale scrivi: mario71

Dopo comunicami il nickname e ti farò avere accesso al tavolo, al freeroll da 5.000 dollari e in più avrai un bonus pari al primo versamento fino a 600 dollari.

Ieri sera una persona mi ha fermato, dalla tasca ha tirato fuori il mio romanzo e mi ha chiesto un autografo. Era un pokerista e s'è ritrovato in quella storia. Sono cose belle, sono belle storie, vanno vissute, per chi ce la fa.

}

{Cose fatte nel weekend}
{ http://marioadinolfi.dol.it/post/2434745.html }
{

Ho fatto parecchie cose nel fine settimana.

1. Sono andato a scegliere il liceo per la figlia (ricordata la "seienne" del giugno 2003 quando questo blog aprì i battenti? Ecco, quella ora va al liceo). Dopo faticosa opera di convincimento pare che allo sfigato liceo Socrate di circonvallazione Ostiense siamo riusciti a far passare l'idea di andare al tosto liceo Visconti di piazza del Collegio Romano. Resta in piedi l'ipotesi del linguistico sperimentale al Virgilio. Il sabato di orientamento lì è fissato al 20 febbraio. Pre-iscrizioni entro il 26 marzo.

2. Ho fissato la presentazione del mio romanzo al pubblico per il 10 marzo, alla Feltrinelli di largo Argentina l'hanno già esaurito due volte e la cosa dà soddisfazione.

3. Ho continuato a fare soldi per la Scommessa Collettiva grazie alle solite prestazioni positive delle prime due squadre di ogni campionato (oh, non perdono mai, la teoria della bancata è clamorosa, seguitela).

4. Mi sono interrogato a lungo sul sesso del nascituro con la mamma del nascituro.

5. Sono andato a vedere Avatar. Bellissimo. Un po' noioso.

}

{Cose fatte nel weekend}
{ http://www.marioadinolfi.it/post/2434745.html }
{

Ho fatto parecchie cose nel fine settimana.

1. Sono andato a scegliere il liceo per la figlia (ricordata la "seienne" del giugno 2003 quando questo blog aprì i battenti? Ecco, quella ora va al liceo). Dopo faticosa opera di convincimento pare che allo sfigato liceo Socrate di circonvallazione Ostiense siamo riusciti a far passare l'idea di andare al tosto liceo Visconti di piazza del Collegio Romano. Resta in piedi l'ipotesi del linguistico sperimentale al Virgilio. Il sabato di orientamento lì è fissato al 20 febbraio. Pre-iscrizioni entro il 26 marzo.

2. Ho fissato la presentazione del mio romanzo al pubblico per il 10 marzo, alla Feltrinelli di largo Argentina l'hanno già esaurito due volte e la cosa dà soddisfazione.

3. Ho continuato a fare soldi per la Scommessa Collettiva grazie alle solite prestazioni positive delle prime due squadre di ogni campionato (oh, non perdono mai, la teoria della bancata è clamorosa, seguitela).

4. Mi sono interrogato a lungo sul sesso del nascituro con la mamma del nascituro.

5. Sono andato a vedere Avatar. Bellissimo. Un po' noioso.

}

{Polemiche}
{ http://marioadinolfi.dol.it/post/2433163.html }
{

Ci sarebbe questa polemica della comunione negata ai gay, non riesco veramente a comprenderne le ragioni, è ovvio che la comunione sia negata a chi contravviene le regole per riceverla. La Chiesa prevede il concetto di peccato mortale, cancellabile attraverso la confessione che però per essere valida deve essere compiuta seguendo una serie di condizioni tra cui "il proposito di non peccare più".

Se uno vuole essere gay, avere rapporti omosessuali ed insieme essere in regola con le condizioni della Chiesa per ottenere l'accesso alla comunione, è in contraddizione evidente. La questione riguarda anche me: sono separato, vivo con un'altra donna, la Chiesa non mi riconosce la possibilità di fare la comunione. E' la regola del club, la accetto come tale, sono infastidito anche dai ciclici articoli di giornale sulla necessità di far fare la comunione ai divorziati. E' una richiesta senza senso.

Se a calcio vuoi segnare con le mani e poi ti lamenti se l'arbitro fischia il fallo e annulla, semplicemente non ci stai con la testa.

A proposito di calcio, obblighi fantacalcistici: Buffon Caceres Agostini Cassani Beckham Diego Candreva Taddei Amauri Ronaldinho Pazzini (Ziegler Felipemelo Alvarez Eto'o).

}

{Polemiche}
{ http://www.marioadinolfi.it/post/2433163.html }
{

Ci sarebbe questa polemica della comunione negata ai gay, non riesco veramente a comprenderne le ragioni, è ovvio che la comunione sia negata a chi contravviene le regole per riceverla. La Chiesa prevede il concetto di peccato mortale, cancellabile attraverso la confessione che però per essere valida deve essere compiuta seguendo una serie di condizioni tra cui "il proposito di non peccare più".

Se uno vuole essere gay, avere rapporti omosessuali ed insieme essere in regola con le condizioni della Chiesa per ottenere l'accesso alla comunione, è in contraddizione evidente. La questione riguarda anche me: sono separato, vivo con un'altra donna, la Chiesa non mi riconosce la possibilità di fare la comunione. E' la regola del club, la accetto come tale, sono infastidito anche dai ciclici articoli di giornale sulla necessità di far fare la comunione ai divorziati. E' una richiesta senza senso.

Se a calcio vuoi segnare con le mani e poi ti lamenti se l'arbitro fischia il fallo e annulla, semplicemente non ci stai con la testa.

A proposito di calcio, obblighi fantacalcistici: Buffon Caceres Agostini Cassani Beckham Diego Candreva Taddei Amauri Ronaldinho Pazzini (Ziegler Felipemelo Alvarez Eto'o).

}

{Ringraziando per l'attenzione}
{ http://marioadinolfi.dol.it/post/2432138.html }
{

A una settimana dall'uscita del mio ultimo romanzo in libreria, fatemi ringraziare chi lo aiuta a crescere facendolo conoscere: da Repubblica a CardPlayer, da Wittgenstein a Sky, a innumerevoli siti e forum e blog, alle 20 librerie Arion di Roma che hanno dato particolare attenzione al volume. Grazie davvero a tutti. In cambio regalo ai lettori di questo blog le pagine che fanno da prologo alla trama

CONOSCERE PER DECIDERE 

Il poker è il solo gioco adatto ad un uomo adulto. La vostra mano contro quelle di tutti gli altri, e le mani di tutti gli altri contro la vostra. Chi mai ha costruito una fortuna col lavoro di gruppo? (Somerset Maugham)    
 

Il poker è un gioco di carte e di persone. Le carte possono esserti amiche e nemiche. Le persone, sempre nemiche. Per imparare questa fondamentale lezione bisogna essere stato, almeno una volta, il bubble boy. Si chiama così lo sfortunato che in un torneo di poker texas hold'em viene eliminato per ultimo prima della zona premi. Abitualmente si premia il dieci per cento dei partecipanti. In un sit 'n' go, tipo di torneo veloce che si svolge di solito con nove giocatori seduti attorno a un solo tavolo, il montepremi viene spartito tra i primi tre classificati: la zona dei pagati dunque sale al trentatré per cento. Un sit 'n' go high roller è un torneo dove si paga una tassa d'iscrizione molto alta, minimo diecimila euro. Li sto osservando da un po'. Sono un giocatore, ma anche un curioso. Sono un "rounder", uno che gioca per passione, organizza i tornei per professione e questo sit 'n' go l'ho organizzato io. Per tutti sono l'Organizzatore. Ci guagagno? Certo. Ci guadagno il dieci per cento del montepremi, da cui detraggo una tassa per il casinò e lo stipendio della dealer, la splendida ragazza bionda che sta dando le carte, che per inciso è la mia ragazza. Ma non occupatevi di me. Guardate loro. Stanno giocando ancora in quattro e hanno messo per sedersi al tavolo trentamila euro per uno. Chi arriva quarto sarà il bubble boy e lascerà la sala al secondo piano del casinò di Venezia con molta tristezza addosso e con trentamila euro di meno in tasca.  
 

Il casinò di Venezia atterrisce già al'ingresso, qui a ca' Vendramin sfoggia una targa in cui ricorda che Riccardo Wagner è morto tra queste mura. Per salire al secondo piano si attraversano sale con grandi dipinti d'autore, ma chi gioca spesso non si accorge di nulla. Si fa appoggiare dal motoscafo sul pontile, entra e va dritto al tavolo. I quattro rimasti a questo sit 'n' go non fanno eccezione. C'è il ragazzino ventiquattrenne coccolato da tutti, gioca con addosso la sciarpa della Juventus con cui si protegge il viso, non guarda mai negli occhi l'avversario e per terra ci sono le carte decisive. Flop: tre di quadri, tre di cuori, asso di picche. C'è stato un raise preflop, un rilancio prima che scendano le carte comuni, gli avversari del tavolo hanno passato la mano e sono rimasti in due, il ragazzino e un quarantenne silenzioso in posizione di bottone, hanno la stessa quantità di chips più o meno. Parla prima lo juventino e punta un quarto del suo stack, il quarantenne vede. Al turn scende un sette di fiori. Check di entrambi. Ultima carta, quattro di cuori. Il ragazzino trattiene un sussulto: ha giocato con tre e quattro, ha full, anche se l'avversario aveva l'altro tre del mazzo non gli mette più paura, l'asso è fuori gioco, la coppia d'assi avrebbe rilanciato ulteriormente preflop. C'è solo una combinazione che teme e allora, scostando la sciarpa dalla bocca, il giovane chiede:  
 

- Hai coppia di sette in mano?  
 

- No.  
 

- Giuri?  
 

- Giuro su mio figlio che non ho coppia di sette.   
 

Con due sette il full di sette con i tre batterebbe quello di tre con i quattro realizzato al river dal ventiquattrenne improvvisamente loquace e rinfrancato, che annuncia l'all in. Sorpreso dall'instant call dell'avversario. Il dealer invita a girare le carte. Sciarpa sul tavolo, espressione di giubilo, il ragazzo mostra il suo full. Il quarantenne, silenzioso, apre le sue carte. Coppia di sette. Parte uno sguardo di odio quasi tenero.  
 

- Ma avevi giurato su tuo figlio...   
 

- Ho solo figlie femmine. 

(estratto da La Ricerca della Costante, Mario Adinolfi, AlibertiCastelvecchi 2010)

}

{Ringraziando per l'attenzione}
{ http://www.marioadinolfi.it/post/2432138.html }
{

A una settimana dall'uscita del mio ultimo romanzo in libreria, fatemi ringraziare chi lo aiuta a crescere facendolo conoscere: da Repubblica a CardPlayer, da Wittgenstein a Sky, a innumerevoli siti e forum e blog, alle 20 librerie Arion di Roma che hanno dato particolare attenzione al volume. Grazie davvero a tutti. In cambio regalo ai lettori di questo blog le pagine che fanno da prologo alla trama

CONOSCERE PER DECIDERE 

Il poker è il solo gioco adatto ad un uomo adulto. La vostra mano contro quelle di tutti gli altri, e le mani di tutti gli altri contro la vostra. Chi mai ha costruito una fortuna col lavoro di gruppo? (Somerset Maugham)    
 

Il poker è un gioco di carte e di persone. Le carte possono esserti amiche e nemiche. Le persone, sempre nemiche. Per imparare questa fondamentale lezione bisogna essere stato, almeno una volta, il bubble boy. Si chiama così lo sfortunato che in un torneo di poker texas hold'em viene eliminato per ultimo prima della zona premi. Abitualmente si premia il dieci per cento dei partecipanti. In un sit 'n' go, tipo di torneo veloce che si svolge di solito con nove giocatori seduti attorno a un solo tavolo, il montepremi viene spartito tra i primi tre classificati: la zona dei pagati dunque sale al trentatré per cento. Un sit 'n' go high roller è un torneo dove si paga una tassa d'iscrizione molto alta, minimo diecimila euro. Li sto osservando da un po'. Sono un giocatore, ma anche un curioso. Sono un "rounder", uno che gioca per passione, organizza i tornei per professione e questo sit 'n' go l'ho organizzato io. Per tutti sono l'Organizzatore. Ci guagagno? Certo. Ci guadagno il dieci per cento del montepremi, da cui detraggo una tassa per il casinò e lo stipendio della dealer, la splendida ragazza bionda che sta dando le carte, che per inciso è la mia ragazza. Ma non occupatevi di me. Guardate loro. Stanno giocando ancora in quattro e hanno messo per sedersi al tavolo trentamila euro per uno. Chi arriva quarto sarà il bubble boy e lascerà la sala al secondo piano del casinò di Venezia con molta tristezza addosso e con trentamila euro di meno in tasca.  
 

Il casinò di Venezia atterrisce già al'ingresso, qui a ca' Vendramin sfoggia una targa in cui ricorda che Riccardo Wagner è morto tra queste mura. Per salire al secondo piano si attraversano sale con grandi dipinti d'autore, ma chi gioca spesso non si accorge di nulla. Si fa appoggiare dal motoscafo sul pontile, entra e va dritto al tavolo. I quattro rimasti a questo sit 'n' go non fanno eccezione. C'è il ragazzino ventiquattrenne coccolato da tutti, gioca con addosso la sciarpa della Juventus con cui si protegge il viso, non guarda mai negli occhi l'avversario e per terra ci sono le carte decisive. Flop: tre di quadri, tre di cuori, asso di picche. C'è stato un raise preflop, un rilancio prima che scendano le carte comuni, gli avversari del tavolo hanno passato la mano e sono rimasti in due, il ragazzino e un quarantenne silenzioso in posizione di bottone, hanno la stessa quantità di chips più o meno. Parla prima lo juventino e punta un quarto del suo stack, il quarantenne vede. Al turn scende un sette di fiori. Check di entrambi. Ultima carta, quattro di cuori. Il ragazzino trattiene un sussulto: ha giocato con tre e quattro, ha full, anche se l'avversario aveva l'altro tre del mazzo non gli mette più paura, l'asso è fuori gioco, la coppia d'assi avrebbe rilanciato ulteriormente preflop. C'è solo una combinazione che teme e allora, scostando la sciarpa dalla bocca, il giovane chiede:  
 

- Hai coppia di sette in mano?  
 

- No.  
 

- Giuri?  
 

- Giuro su mio figlio che non ho coppia di sette.   
 

Con due sette il full di sette con i tre batterebbe quello di tre con i quattro realizzato al river dal ventiquattrenne improvvisamente loquace e rinfrancato, che annuncia l'all in. Sorpreso dall'instant call dell'avversario. Il dealer invita a girare le carte. Sciarpa sul tavolo, espressione di giubilo, il ragazzo mostra il suo full. Il quarantenne, silenzioso, apre le sue carte. Coppia di sette. Parte uno sguardo di odio quasi tenero.  
 

- Ma avevi giurato su tuo figlio...   
 

- Ho solo figlie femmine. 

(estratto da La Ricerca della Costante, Mario Adinolfi, AlibertiCastelvecchi 2010)

}

{Cocaina}
{ http://marioadinolfi.dol.it/post/2431607.html }
{

Sullo scandalo Morgan-cocaina-cacciata da Sanremo ho rilasciato una dichiarazione ufficiale, dopo aver cercato rapidamente su Google che sono rei confessi di utilizzo di droghe: Povia, Emanuele Filiberto, Fabrizio Moro e Irene Grandi.

ADINOLFI: FESTIVAL DELL'IPOCRISIA, LA GRANDI SI FUMAVA SPINELLI A RAIUNO

"La cacciata di Morgan dal cast di Sanremo lo trasforma nel festival dell'ipocrisia, adeguato al tempo regnante in Italia. Sarebbe divertente ora fare l'antidoping al cast dopo ogni serata". Mario Adinolfi sul suo blog contesta la cacciata di Marco Castoldi dalla gara canora sanremese per le dichiarazioni sull'uso di cocaina rese (e poi smentite) a un periodico: "Informo i vertici Rai che, nel cast principale, su quindici residui partecipanti al concorso ben quattro hanno ammesso esplicitamente di aver usato droghe: sono sua maestà Emanuele Filiberto, Povia, Fabrizio Moro e Irene Grandi. Quest'ultima si è addirittura vantata pubblicamente di aver fumato uno spinello in diretta su Raiuno davanti a Carlo Conti. Se facessimo la prova del capello, che evidenzia l'utilizzo di sostanze stupefacenti negli ultimi sei mesi, sicuri che solo Morgan finirebbe esposto al pubblico ludibrio? E dei vertici delle reti e delle testate giornalistiche della Rai vogliamo parlare? Anche lì un test antidroga lascerebbe tutti tranquilli? Quegli stessi vertici che hanno selezionato comunque Morgan per Sanremo. Io ho lavorato con lui anni fa a Raidue e sapevo bene del suo problema con la droga, ci ha anche scritto una nota canzone con il suo gruppo Bluvertigo. Conoscevo solo io la sua condizione e quella canzone? Il festival dell'ipocrisia si macchia gravemente con questa cacciata: racconta di essere specchio di un'Italia dove la polvere dilaga e goffamente si accetta solo se resta sotto il tappeto".

Al di là del caso Sanremo, la vicenda di Morgan può essere utile per fotografare il dilagare dell'uso della cocaina in Italia. Secondo una ricerca Cnr, i consumatori abituali di cocaina nel nostro paese sono più di un milione, una cifra enorme, anche perché tutti concentrati nelle classi medio-alte del paese. Il consumo di cocaina è normalità e riguarda giornalisti, cosiddetti vip dello spettacolo, dirigenti radiotelevisivi, professionisti e ogni ambito dove ci sia giro di soldi. E' un fiume di coca. Si snifferà anche a Sanremo. Basterà prendere qualche faccia delle prime file, quelle del notabilato, uno su tre sarà fatto o si farà.

Questa è la realtà.

}

{Cocaina}
{ http://www.marioadinolfi.it/post/2431607.html }
{

Sullo scandalo Morgan-cocaina-cacciata da Sanremo ho rilasciato una dichiarazione ufficiale, dopo aver cercato rapidamente su Google che sono rei confessi di utilizzo di droghe: Povia, Emanuele Filiberto, Fabrizio Moro e Irene Grandi.

ADINOLFI: FESTIVAL DELL'IPOCRISIA, LA GRANDI SI FUMAVA SPINELLI A RAIUNO

"La cacciata di Morgan dal cast di Sanremo lo trasforma nel festival dell'ipocrisia, adeguato al tempo regnante in Italia. Sarebbe divertente ora fare l'antidoping al cast dopo ogni serata". Mario Adinolfi sul suo blog contesta la cacciata di Marco Castoldi dalla gara canora sanremese per le dichiarazioni sull'uso di cocaina rese (e poi smentite) a un periodico: "Informo i vertici Rai che, nel cast principale, su quindici residui partecipanti al concorso ben quattro hanno ammesso esplicitamente di aver usato droghe: sono sua maestà Emanuele Filiberto, Povia, Fabrizio Moro e Irene Grandi. Quest'ultima si è addirittura vantata pubblicamente di aver fumato uno spinello in diretta su Raiuno davanti a Carlo Conti. Se facessimo la prova del capello, che evidenzia l'utilizzo di sostanze stupefacenti negli ultimi sei mesi, sicuri che solo Morgan finirebbe esposto al pubblico ludibrio? E dei vertici delle reti e delle testate giornalistiche della Rai vogliamo parlare? Anche lì un test antidroga lascerebbe tutti tranquilli? Quegli stessi vertici che hanno selezionato comunque Morgan per Sanremo. Io ho lavorato con lui anni fa a Raidue e sapevo bene del suo problema con la droga, ci ha anche scritto una nota canzone con il suo gruppo Bluvertigo. Conoscevo solo io la sua condizione e quella canzone? Il festival dell'ipocrisia si macchia gravemente con questa cacciata: racconta di essere specchio di un'Italia dove la polvere dilaga e goffamente si accetta solo se resta sotto il tappeto".

Al di là del caso Sanremo, la vicenda di Morgan può essere utile per fotografare il dilagare dell'uso della cocaina in Italia. Secondo una ricerca Cnr, i consumatori abituali di cocaina nel nostro paese sono più di un milione, una cifra enorme, anche perché tutti concentrati nelle classi medio-alte del paese. Il consumo di cocaina è normalità e riguarda giornalisti, cosiddetti vip dello spettacolo, dirigenti radiotelevisivi, professionisti e ogni ambito dove ci sia giro di soldi. E' un fiume di coca. Si snifferà anche a Sanremo. Basterà prendere qualche faccia delle prime file, quelle del notabilato, uno su tre sarà fatto o si farà.

Questa è la realtà.

}

xyxyxx
5 ottobre 2009
dice
che1111



permalink | inviato da impiegato il 5/10/2009 alle 15:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
22 settembre 2009
che sucede?
che sucedde?



permalink | inviato da impiegato il 22/9/2009 alle 16:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
3 settembre 2009
supertest

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permalink | inviato da impiegato il 3/9/2009 alle 12:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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